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Mismatch: riconoscerlo ed evitarlo quando serve

Stai parlando con qualcuno e all’improvviso non ti senti ascoltato.

Al netto di eventuali manie di persecuzione, può succedere. L’interlocutore si può distrarre – o tu puoi essere distratto da qualcosa - e il momento di condivisione finisce spezzato. Si chiama “mismatch” e può verificarsi anche “per colpa” dei tipi di linguaggio con cui abbiamo giocato in questo altro post.


Ti faccio un esempio che mi è capitato su Instagram (@lifecoach.crescitapersonale) con il post sui tipi di linguaggio.


Un utente ha commentato etichettandosi come “linguaggio misto”, io ho risposto che poteva aver ragione e ho chiesto conferma usando la frase “Ti ci rivedi?” evidentemente legata al linguaggio visivo.
La sua replica è stata “Forte e chiaro”.
Mismatch assoluto per me. La risposta che mi ha dato rientrava nell’uso del linguaggio (a)uditivo e io sono rimasta a guardare il commento per qualche secondo in più. Poi ho deciso di rispondere con un altro mismatch:
“il ragionamento fila liscio come l’olio” e ho catapultato la conversazione nel linguaggio cinestesico.

Il nostro botta e risposta è andato a confermare l’intuizione iniziale di “linguaggio misto” ed è stato consapevole e molto stimolante per entrambi.


Quello che intendo è che quando parliamo con persone che usano la nostra stessa tipologia di linguaggio ci sentiamo a nostro agio, altrimenti si crea una sorta di momento di sospensione che ci spiazza.


Da qui un piccolo suggerimento super efficace se vuoi entrare in sintonia fin da subito con la persona che hai davanti, magari durante una conversazione di lavoro: fai caso al linguaggio che usa – anche quello non verbale – e prova a imitarlo quando dovrai replicare. Noterai che lo scambio sarà rilassato e molto proficuo.



Prova subito, anche fosse l’ennesima call su zoom, poi fammi sapere. Osserva, imita e poi torna qui a dirmi se ha funzionato anche per te.



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